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Il Messaggero Veneto, primo quotidiano del Friuli, dedica oggi 26 11 08 ad Anzovino la pagina cultura Alberto Zeppieri firma una lusinghiera recensione del concerto del compositore tenuto il 24 11 08 al Teatro Pasolini di Cervignano. Eccone uno stralcio "Spesso si dice 'genio e sregolatezza'. Nel caso di Anzovino la sregolatezza non è di casa: tutto è programmato, governato da regole ferre, quasi maniacali, con rigore essenziale. Ma appare ugualmente tutto fresco e spontaneo, semplice e diretto come solo i grandi sanno far apparire le cose che trasmettono. Ascoltando le note di Sambanero, di Cammino nella notte o di Amante (i brani che hanno aperto il concerto al Teatro Pasolini di Cervignano) sembra di avere accesso alla sua musica come al latte materno, una sensazione di profumi domestici, familiari. Melodie che regalano una forte sensazione di appartenenza, come emozioni già vissute che remano verso lidi della memoria più forti e vicine che mai. Le chiavi di Anzovino sanno aprire le porte del cuore, sanno entrare in pancia (...) Il concerto prosegue con proiezione di classici del muto: immagini anni 30 e 40 che parlano in bianco e nero la lingua del cinema e della memoria. Sequenze da Metropolis, da Lulù, alcune slapstick di Buster Keaton e poi l'omaggio alla grande e rivoluzionaria fotografa udinese Tina Modotti, intercalata con sequenze da Que viva Mexico di Eisenstejn. E' la musica che viene commentata dalle immagini e non viceversa, spezzoni di film montati in sequenze differenti rispetto all'originale, come in un originalissimo montaggio parallelo, che ha la funzione di rendere ulteriormente visive e tridimensionali le note. Per le conclusive Dispari, Nanuk e Tabù (title track del nuovo concept-album uscito nell'ottobre corso dopo il grande successo del primo) le immagini non sono più necessarie: parlano, da sole, le emozioni. E' già ora di bis e il trio non si fa pregare: una perfetta Deriva, con Remo da solo al pianoforte, completa la magia della serata. C'è tempo ancora per ripetere Tabù (a grande richiesta) e poi le ovazioni finali, per questi musicisti che sul palco sembrano non averne affatto di "tabù". Tieniamoci stretto questo compositore nostrano e andiamone fieri"
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