Martedì 07 Settembre 2010
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Recensione del concerto al Blue Note PDF Stampa E-mail

Una bella cronaca della serata dell'8.2.09 nel club milanese
Remo Anzovino ha regalato alla platea del Blue Note una serata carica di emozione e poesia (…); svincolandosi da un banalmente didascalico commento sonoro, Anzovino disegna architetture affascinanti volte a sostenere, esaltandole, le emozioni scatenate nel pubblico dalle immagini (...) creando un melange di passionalità ed istinto, che non lascia indifferenti. Il supporto delle immagini aggiunge pathos e sostanza alla performance, portando letteralmente lo spettatore in una dimensione parallela, nel quale il tempo pare fermarsi. Sul palco del Blue Note un trio: Remo Anzovino, chino al pianoforte, a scandire con bassi nervosi l’andamento delle composizioni, Gianni Fassetta, fisarmonicista solido nei contrappunti, sempre preciso e misurato e Marco Anzovino, fratello di Remo, chitarrista dalle spiccate propensioni ritmiche che lo portano spesso e volentieri a maltrattare la chitarra come fosse un cajòn. La setlist ha privilegiato le composizioni tratte da Tabù, sorta di concept album pubblicato nel 2008, col quale l’autore ha voluto analizzare le trasgressioni contemporanee in un’ottica originale e modernista, avvalendosi però di stili musicali e frammenti di immagini lontani nel tempo. Si sono così succedute la frenesia di Metropolitan, l’ansia scomposta de I Misteri Di Un’Anima, la struggente poetica di Dove Sei e di Son, il divertissement dissonante di Due Dita, l’apparente staticità di Que Viva Tina!. Finale con la title track, poi riproposta nei bis, preceduta dall’unico momento di solitudine sul palco per il pianoforte di Anzovino, nell’esecuzione della bellissima Deriva. Una performance eccellente per un artista che con la sua aria da “capitato lì per caso” ha raccolto l’entusiasmo e la simpatia del pubblico, deciso nel tributargli una lunga e meritata ovazione finale.
(Chris Aroldi, Milanocultura.com, 13.2.09)