Sabato 04 Febbraio 2012
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Ottime recensioni di Igloo su Mescalina.it, Extra Music.it e Whipart.it PDF Stampa E-mail

(...) Musicalmente gli aspetti di rilievo sono diversi; i duetti sono cammei in cui Remo al pianoforte dialoga con i compagni utilizzando sfumature mirate (..) I momenti orchestrali si inseriscono in uno schema da sinfonia cinematografica in cui la narrazione è efficace, non si sente la mancanza delle immagini e il senso dei vari titoli è reso con chiarezza estrema; basti ascoltare ´Tempo tempesta´ (...) così come notevole è il senso di composta festa e di ritualità in ´Attorno al fuoco´.
Il gioco dell’alternanza tra duetti e sinfonia, grazie anche alla durata contenuta del disco (circa 40’), genera un effetto complessivo quasi concertante.
Un lavoro con molte idee e con una vena creativa decisamente in evidenza, accessibile e molto ricco. I maniaci dell’avanguardia possono starne tranquillamente lontani, per gli altri c’è davvero spazio (...)
(Vittorio Formenti, 31.5.2010, Mescalina.it)

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(...) La sua musica crea piccoli viaggi intorno al mondo e ci trasporta di volta in volta tra i deserti africani o gli igloo del polo, tra i vicoli romantici di un vecchio film d’amore o le corse a cavallo tra paesaggi senza fine.
Difficile scegliere un brano da segnalare, tutti, ed in particolar modo i duetti, lasciano un ricordo, suscitano un’emozione. Un disco sicuramente da acquistare non solo
per gli amanti della musica strumentale; fate il possibile per vederlo live, ne vale la pena! (...)
(Ivan Nossa, 5.6.2010, Extra Music.it)
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(...) Ciò che appare come classico si svela nella sua piena modernità attraverso un disegno musicale che scioglie, amalgama e ricompone le sonorità. La tradizione musicale convive e rivive di una musica nuova, moderna, ricercata tra i tasti bianchi e neri del pianoforte. Le sinfonie, che nascono dal talento di Remo Anzovino, hanno un potere evocativo imponente, a cui è difficile dare una definizione univoca. La musica di Igloo è una metamorfosi, un viaggio, un film fatto di emozioni profonde, ancestrali. Un viaggio all'interno dei sentimenti e delle passioni, che si traducono in note, ma che vivono di colori, di immagini, di una forza quasi fisica, che prende corpo traccia dopo traccia.
La componente cinematografica e immaginifica rivive in pieno in brani come "Prima luce", "Igloo" (con la grande batteria di Di Cioccio) e nei duetti in cui gli strumenti di volta in volta dialogano, raccontano e fanno sognare. Anzovino arrangia una grande orchestra di 40 elementi, di cui se ne percepisce la potenza in brani come "Fame", in "Tempo Tempesta" o in "Giostra", brani in cui la coralità degli strumenti esplode e conquista, trasportandoti dentro mille storie diverse, quelle che Anzovino sa raccontare con le sue note.
I confini della musica in questo disco si fanno sempre più labili, fino a cadere. Non esiste un genere unico, ma una fusione perfetta tra la classicità e la contemporaneità più raffinata, tra la sinfonia dell'orchestra e il jazz contemporaneo. Nasce allora, uno spazio singolo, fertile, un terreno comune dove grandi artisti provenienti da percorsi diversi e generi distanti tra loro, si incontrano.
Igloo è uno spazio ideale, è il rifugio della creatività, è la prova del talento eclettico di Remo Anzovino (...)
(Giusy Ferraina, 16.6.2010, Whipart.it)
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